Fiori per il boss

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Secondo il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, il presidente russo non considera il suo compleanno un motivo per tributargli attenzioni particolari e non gradisce il crescente interesse per la sua famiglia. Di conseguenza, avrebbe trascorso la giornata al lavoro perché non può permettersi nemmeno un giorno di riposo ed è “praticamente in servizio 24 ore su 24”.

Rafforzamento del culto del personaggio

EUvsDisinfo si concentra spesso sul modo in cui i canali di disinformazione pro-Cremlino cercano di attaccare l’UE, i suoi Stati membri e i Paesi vicini. Tuttavia, un’attività altrettanto frequente consiste nel tessere le lodi dei delinquenti che fanno confluire il denaro delle tasse russe nelle proprie tasche e nel celebrare il loro boss. Quando quest’ultimo ha compiuto gli anni questa settimana, gli organi di stampa statali e altri operatori della disinformazione finanziati dallo Stato hanno seguito doverosamente l’esempio di Peskov e hanno contribuito a rafforzare il culto del personaggio.

Tutti i vassalli pagano dazio

L’agenzia di “stampa” RIA ha indicato ogni singola, ma nel vero senso della parola, fino all’ultima persona che si è congratulata con il leader. Tra queste, lo stesso Peskov, lo staff presidenziale, i rapper del Niger e il Commissario russo per i diritti dei bambini, che, proprio come il festeggiato, è ricercato dalla Corte Penale Internazionale per aver deportato bambini ucraini. Gli organi di informazione hanno presentato i testimonial internazionali per convincere il pubblico che il leader è ancora rispettato. In modo simile, un intero telegiornale serale è stato dedicato agli auguri di compleanno sui manifesti di Genova, il Ministero degli Esteri ha pubblicato un video con studenti stranieri che si congratulavano con il Presidente, e gli occupanti del Donetsk hanno fornito video imbarazzanti di “scenette” messe in atto in suo onore.

Congratulazioni camuffate

Per gli organi di informazione finanziati dal Cremlino che ancora simulano parvenze di giornalismo, congratularsi con il boss ha rappresentato una sfida. Come ha recentemente ammesso pubblicamente Margarita Simonyan redattrice capo di RT, le sue pubblicazioni cercano ora di lavorare “indirettamente” in seguito alle sanzioni degli Stati Uniti e dell’UE. In altre parole, è ormai talmente improbabile che il pubblico prenda sul serio qualsiasi contributo provenga direttamente dalla Russia, che le sue campagne di influenza sono costrette a un livello altissimo di camuffamento. Gli auguri di compleanno al boss potrebbero far saltare la copertura.

Invece, la versione tedesca di RT ha semplicemente fatto credere che “cittadini tedeschi comuni” stessero facendo giungere le congratulazioni attraverso lettere dei lettori. La versione inglese non menziona affatto il compleanno, ma fa un piccolo regalo: Discorsi del leader con doppiaggio inglese generato dall’IA. Proprio quello che il mondo aspettava.

Basta con la caccia all’orso seminudo

La rete di disinformazione Sputnik ha pubblicato gallerie fotografiche del presidente. È stato un proficuo stratagemma per non dover pubblicare le recenti immagini del leader 72enne, che attualmente non sembra avere il tempo di posare seminudo a caccia di orsi o mentre coccola le tigri, perché è impegnato a mandare il suo popolo al macello, a sovrintendere l’uccisione di civili e a mitigare le conseguenze della sua disastrosa invasione. Le vecchie foto consentono di riportare alla luce tutti i momenti salienti della costruzione dell’immagine.

Un regalo per l’anziano nel suo bunker

Un’analisi di come questa immagine si sia presumibilmente evoluta nel corso degli anni è stata fornita allo Zar da una società di consulenza con sede a Mosca. Secondo questi “esperti”, l’immagine si è evoluta, per il pubblico nazionale, da quella di “guerriero” a quella di “sovrano creatore”, che si prende cura del suo popolo cercando di risolvere i suoi problemi. Inoltre, la sua immagine si sta trasformando in quella di “creatore”, di “un uomo che genera un nuovo ordine mondiale in cui la Russia avrà un ruolo completamente nuovo e crea nuove regole del gioco all’interno del Paese e una nuova élite”.

Per il pubblico internazionale, sostiene il report, l’immagine del suo leader è ancora quella di “sovrano guerriero”, ma non quella di “ribelle”, poiché mira a modernizzare il sistema di relazioni internazionali, non a distruggerlo. Tuttavia, secondo il report, l’immagine del “guerriero” è meglio accettata nel “Sud globale e nell’Est”. Purtroppo gli autori non hanno preso in considerazione nella loro analisi, immagini come “anziano incompetente nel suo bunker”, “bullo sanguinario benpensante” o “ladro atterrito”, che potrebbero essere più riconoscibili per il pubblico nazionale e internazionale.

Tutta la solita robaccia

La macchina della disinformazione pro-Cremlino, tuttavia, non ha permesso che il compleanno del proprio leader la distraesse dalle sue attività ordinarie: infangare l’UE, la sua leadership e i suoi Stati membri, l’Occidente, il liberalismo e la NATO, definire gli ucraini trafficanti di bambini nazisti, ridicolizzando le sanzioni, giustificando l’invasione della Russia e preannunciando accuse di crimini di guerra russi.

Chi incolpa per primo incolpa due volte

Quest’ultimo aspetto è attualmente importante per il Cremlino perché a luglio una missione dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) ha visitato l’Ucraina per organizzare l’assistenza tecnologica e la formazione per raccogliere prove sull’utilizzo di armi chimiche illegali da parte della Russia. Temendo apparentemente le conclusioni dell’OPCW, la portavoce del Ministero degli Esteri Maria Zakharova ha preparato lo spazio informativo accusando l’Ucraina di pianificare “provocazioni” con armi chimiche. Naturalmente, secondo lei, con il pieno sostegno della NATO e “dell’Occidente collettivo”. I canali di disinformazione hanno amplificato affermazioni simili.

Nessuna prova credibile ha mai suggerito che l’Ucraina abbia usato armi chimiche. La Russia, dal canto suo, è stata credibilmente accusata di aver usato agenti chimici in prima linea. Nel dicembre 2023, i membri della 810ª Brigata di fanteria navale russa si sono apertamente vantati di aver utilizzati droni per lanciare granate antisommossa sulle truppe ucraine.

Non fatevi ingannare!

Nel radar della disinformazione questa settimana:

  • L’aggiornamento della dottrina nucleare russa tarpa le ali occidentali sugli Übermenschen
    Questa storia di disinformazione condensa insieme svariati racconti. In primo luogo, si parla di aggiornamenti della dottrina nucleare russa, che rientrano nel continuo sfruttamento dell’arsenale nucleare russo a scopo di ricatto. Da anni esponenti del Cremlino fanno dichiarazioni irresponsabili sulla possibilità di servirsi di armi nucleari nell’aggressione all’Ucraina, con lo scopo di spaventare i partner dell’Ucraina e far sì che riconsiderino il loro sostegno. In secondo luogo, si basa sulla continua diffamazione dei Paesi occidentali come neocolonialisti e “schiavisti” che sfruttano altre nazioni, anche per guerre per procura contro la Russia. In terzo luogo, suggerisce che le politiche dei Paesi dell’Europa occidentale si basano su sentimenti di supremazia razziale. È in qualche modo rivelatore vedere le fonti russe usare questa retorica su Über- e Untermenschen in questo contesto, perché riproduce una distorsione dell’opera del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche da parte dei movimenti di estrema destra. Ne abbiamo parlato in precedenza in un articolo su Nietzsche nella serie EUvsDisinfo Disinformazione e filosofia.
  • La CIA controlla le élite polacche
    Anche questa settimana il nostro radar della disinformazione ha rilevato numerosi casi riguardanti la Polonia. Una storia ha sostenuto che la CIA ha finanziato l’opposizione polacca al socialismo e, per questo motivo, possiede materiale compromettente sulle élite polacche che utilizza per fare pressione sulla Polonia affinché adotti politiche anti-russe. Un’altra storia sostiene che la stessa Polonia nutra ambizioni imperiali verso i territori dell’Ucraina e della Bielorussia. Un’altra ancora ha affermato che la Pole’s Card, uno strumento utilizzato per sostenere i polacchi che vivono all’estero, viene utilizzata per promuovere la “russofobia”. Qui sono all’opera due tecniche di disinformazione. Una è quella di proiettare sugli altri le proprie tecniche e i propri desideri, creando stati fantoccio e conquiste imperiali. L’altro è trovare un elemento di verità – esiste una Pole’s Card – e stravolgerlo in modo da adattarlo ai propri obiettivi di manipolazione.
  • I laboratori biologici statunitensi in Kazakistan creano armi per il genocidio dei popoli dell’ex URSS
    Magari per i troll pro-Cremlino la giornata risulta sprecata se non riescono a menzionare i laboratori biologici statunitensi. Hanno fantasticato su laboratori di questo tipo in Georgia, Ucraina, Finlandia o semplicemente in tutto il mondo. Secondo questa storia, ora sarebbero stati ritrovati in Kirghizistan, ma sarebbero stati trasferiti in Kazakistan. L’obiettivo? Raccogliere “materiali di ricerca biologica” ed esportarli negli Stati Uniti e creare “armi biologiche per il genocidio del popolo dell’ex URSS”. Questa storia riesce inoltre a combinare diversi racconti. In primo luogo, gli Stati Uniti hanno disegni sinistri in qualsiasi cosa facciano. In secondo luogo, l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva potrebbe in qualche modo proteggere i suoi membri da queste armi immaginarie. Infatti, il Kazakistan collabora con il Programma di riduzione della minaccia biologica del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, che mira a ridurre la minaccia di epidemie di malattie infettive. Storie manipolatorie basate su argomenti sanitari come questi possono avere gravi conseguenze, perché possono influenzare la volontà delle persone di vaccinarsi e influire negativamente sulla ricerca in questo campo.

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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