Senza di voi
L’efficace controffensiva ucraina lascia intravedere le crepe nell’infosfera russa; ciononostante, gli atteggiamenti colonialisti e il velenoso incitamento all’odio prevalgono ancora, fornendo spunti per ulteriori atrocità.
Di recente, la vittoriosa controffensiva ucraina avviata nella regione di Kharkiv ha dominato i titoli delle notizie. Il rapido e deciso avanzamento delle forze armate ucraine ha stravolto il percorso e, in alcuni casi, decimato le forze di occupazione russe, tra cui alcune delle loro unità più «prestigiose», restituendo sotto il controllo ucraino gran parte dell’oblast di Kharkiv.
Quando le notizie relative all’avanzata ucraina hanno iniziato a raggiungere la Russia e il Cremlino, gli organi di disinformazione russi controllati dallo Stato e i loro rispettivi opinionisti hanno dato l’impressione di essere, almeno all’inizio, confusi e smarriti di fronte alla controffensiva vincente dell’Ucraina.
Igor Konashenkov, portavoce del ministero russo della Difesa, ha tentato di promuovere il messaggio di «riorganizzazione» delle forze russe nella regione di Kharkiv. Tuttavia, persino i più strenui sostenitori dell’«operazione militare speciale» non hanno creduto a questo pretesto, richiedendo una valutazione più sincera della situazione. Un gruppo di commentatori ha formulato domande spinose in merito allo stato delle forze russe e al denaro speso, spingendosi fino a sfatare le notizie ufficiali presentate, un comportamento che ha innescato minacce appena velate di un giro di vite da parte del Cremlino.
Eppure, le critiche pubbliche esternate riguardo alla conduzione dell’«operazione militare speciale» non devono essere fraintese per un invito alla pace o un ritiro volontario delle truppe dall’Ucraina. Infatti, come abbiamo riferito in precedenza, le parole intrise di odio che incitano al compimento di azioni genocide e crimini di guerra contro il paese e la sua popolazione sono ancora la norma tra i blogger militari e gli opinionisti delle trasmissioni serali. Malgrado l’umiliazione subita sul campo di battaglia per mano delle forze ucraine, l’esercito russo accoglie con favore le richieste proposte, come comprovato dai recenti bombardamenti su infrastrutture civili in Ucraina.
Al fine di allontanare ogni responsabilità e chiarire il motivo delle ultime rilevanti sconfitte militari, i propagandisti della frangia pro-Cremlino ricorrono a una strategia antica, addossando la colpa ai mercenari occidentali (vedere anche qui) e alle truppe della NATO per le proprie difficoltà, anziché guardarsi attentamente allo specchio. Perfino nel caso di sporadici momenti di sincerità, la colpa non viene attribuita allo zar in carica, bensì ai boiardi che l’hanno tratto in inganno sulla guerra, nonché al mondo occidentale che starebbe presumibilmente combattendo sul campo contro la Russia.
Con l’avanzare delle forze ucraine, gli occupanti russi sono fuggiti a piedi, in sella a biciclette e, talvolta, in abiti civili, abbandonando gli equipaggiamenti pesanti. Mentre le forze di occupazione russe nella regione di Kharkiv hanno cambiato rotta scappando per mettere in salvo la propria vita, i moscoviti festeggiavano la propria città con fuochi d’artificio di vario genere. Il Cremlino ha così instillato un senso di normalità nella capitale nello stesso momento in cui le ambizioni imperialiste russe si stavano velocemente sgretolando in Ucraina.
Dal canto suo, la popolazione ucraina non dà per scontata nemmeno una parvenza di normalità, poiché alcuni resoconti (vedere anche qui e qui) provenienti dalle regioni appena liberate dipingono un quadro di atrocità orribili, fin troppo familiari, che assomigliano a quelle commesse a Bucha nei confronti della popolazione civile da parte delle forze di occupazione russe. Quindi, non sorprende affatto che si stia già assistendo alla proliferazione della disinformazione pro-Cremlino (vedere anche qui) che si sforza disperatamente di screditare le prime prove scoperte.
Non c’è da meravigliarsi che la popolazione ucraina abbia deciso di proseguire, come proclamato con forza dal presidente Zelensky «senza di voi», ovvero il regime russo e tutti i suoi seguaci. Analogamente, anche l’Unione europea si sta adoperando per recidere i legami tossici di influenza, come annunciato ieri durante il discorso sullo stato dell’Unione della presidente von der Leyen.

Ulteriori resoconti di disinformazione:
- senza il gas russo, l’Europa piomberà nel Medioevo: si tratta dell’ennesimo esempio di una narrazione pro-Cremlino che prende di mira l’incombente crisi energetica in Europa, e gioca a favore delle allusioni del regime secondo cui l’Occidente sarebbe sull’orlo del collasso. Il Cremlino promuove tali narrazioni allo scopo di esercitare pressioni e ricattare i governi europei, facendo emergere il malcontento popolare riguardo all’innalzamento dei costi dell’energia. Tuttavia, le speranze del Cremlino di un imminente collasso dell’Europa a causa di una crisi energetica sembrano alquanto precipitose. Gli Stati membri dell’Unione europea hanno già intrapreso una serie di azioni preparatorie in vista del prossimo inverno, che terze parti hanno confermato essere la scelta corretta per scongiurare qualunque peggioramento della crisi energetica.
- Il grano ucraino è destinato all’Europa anziché ai paesi poveri e in via di sviluppo: così come in numerosi altri casi di disinformazione relativi alla sicurezza alimentare, tale affermazione secondo cui l’UE si starebbe accaparrando le esportazioni di prodotti alimentari ucraini è risultata infondata poiché le statistiche dell’iniziativa sui cereali del Mar Nero delle Nazioni Unite dimostrano esattamente il contrario (consultare anche il loro articolo). Questo tipo di dichiarazioni false si affianca alla campagna di disinformazione pro-Cremlino di più ampio respiro mirata ad accusare i paesi occidentali della crisi alimentare mondiale, in realtà architettata dalla Russia nell’ambito della sua aggressione ingiustificata contro l’Ucraina.
- Putin sta vincendo e l’Europa sarà costretta ad allentare le sanzioni sulla Russia, dichiara Politico: purtroppo, però, Politico non ha proprio pronunciato queste parole. Anche in questo caso, siamo dinanzi a una distorsione deliberata dell’articolo originale, dato che nessuna di queste frasi attribuite all’articolo di Politico sono presenti nella storia originale. La distorsione degli articoli pubblicati sugli organi di informazione occidentali al fine di farli sembrare sostenere i resoconti di disinformazione pro-Cremlino si conferma una tattica impiegata di frequente dagli organi di informazione del regime russo. Disponiamo di molti esempi di utilizzo di tale tattica nel nostro archivio di casi, tra cui questo esempio recente in cui un articolo del New York Times sulle sanzioni viene fortemente rimaneggiato.