Il crescendo della disinformazione: gli organi di informazione pro-Cremlino aguzzano lo sguardo sull’Ucraina

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Gli organi di informazione pro-Cremlino diffondono la disinformazione a sostegno dell’aumento di truppe russe ed equipaggiamenti militari lungo i confini ucraini.

Sullo sfondo di una pandemia mondiale, le informazioni fuorvianti, le teorie complottistiche e le bugie palesi sembrano onnipresenti. Potrebbe quasi risultare allettante considerare la disinformazione un aspetto spiacevole, sebbene inevitabile, dello spazio contemporaneo dell’informazione. Tuttavia, la settimana scorsa è servita da monito per ricordarci che, per il Cremlino, la disinformazione funge inoltre da strumento per appoggiare i propri capricci militari e perfino l’esecuzione di operazioni ostili sul campo.

La disinformazione che prende di mira l’Ucraina, non diversamente dal 2014, ha anticipato e accompagnato i più recenti incrementi di forze armate russe che lambiscono i confini ucraini. Questa situazione ha di nuovo portato alla ribalta la «tradizionale» attenzione degli organi di informazione pro-Cremlino riservata all’Ucraina: tra gli oltre 11 000 esempi di disinformazione pro-Cremlino raccolti nella banca dati di EUvsDisinfo, più di 4 100 hanno come bersaglio l’Ucraina.

La hit parade della disinformazione pro-Cremlino

Con l’avvicinamento progressivo degli equipaggiamenti e delle truppe militari russe all’Ucraina, gli organi di informazione pro-Cremlino hanno rispolverato una rassegna delle loro più grandi gemme di disinformazione che presentano l’Ucraina sia come un aggressore spietato (che colpisce il proprio territorio!) che come una marionetta sprovveduta nelle mani degli USA, fino ad arrivare a ritrarla come un paese nazionalista pronto a macchiarsi dell’immediato genocidio di tutti i cittadini russi residenti nel Donbas, e a calcare la mano affermando che l’Ucraina non è nemmeno uno Stato. Per alcune persone, sostenere due tesi che si contraddicono a vicenda, potrebbe essere un segno di dissonanza cognitiva. Eppure, per gli organi di informazione pro-Cremlino, si tratta solo di trasmettere messaggi su misura al proprio pubblico di destinazione.

Per quanto tali dichiarazioni possano suonare provocatorie, esse hanno un carattere incredibilmente ripetitivo. Questa settimana, gli organi di informazione pro-Cremlino hanno nuovamente accusato falsamente Kiev di violazione degli accordi di Minsk, proprio come era già avvenuto nel 2015, 2016, 2017, 2018, 2019 e nel 2020. Inoltre, si ostinano nel perpetuare il mito di un’«Ucraina abbandonata», come nel 2016, 2017; 2018, 2019 e 2020. La disinformazione sostiene che gli Stati Uniti stiano esercitando pressioni sull’Ucraina affinché si decida a scontrarsi con la Russia; le notizie sulla presunta «guerra civile» hanno sfoggiato delle nuove immagini questa settimana, pur seguendo uno schema ben consolidato visto e rivisto più e più volte.

Un cartone mandato in onda dal canale televisivo Rossiya 1 controllato dallo Stato. La medesima immagine è stata divulgata da un organo di informazione proveniente dalla cosiddetta «Repubblica popolare di Donetsk». Fermo immagine della trasmissione «60 minuti» del canale televisivo Rossiya 1.

Gli organi di informazione pro-Cremlino, come se stessero attingendo alle loro «migliori pratiche», hanno inoltre sfoderato messaggi intrisi di emotività su un bambino del Donbas presumibilmente ucciso da un drone dell’esercito ucraino. Le dichiarazioni, smentite da fact checker indipendenti russi e ucraini, sono circolate su tutti gli organi di informazione russi controllati dallo Stato e sono state utilizzate dal portavoce del parlamento russo, la Duma, per richiedere lo svolgimento di un dibattito sull’esclusione dell’Ucraina dal Consiglio europeo.

Tale approccio assomiglia alla famigerata storia del «ragazzo crocifisso» diffusa dagli organi di informazione pro-Cremlino nel 2014 con l’obiettivo di instillare nel pubblico russo sentimenti di odio nei confronti dell’Ucraina e di giustificare la sua aggressione armata.

Dilettarsi con il «genocidio»

In questa cornice, destano particolare preoccupazione le affermazioni riapparse questa settimana negli organi di informazione pro-Cremlino, secondo cui l’Ucraina si trovi in procinto di compiere il genocidio dei russi presenti nel Donbas. Sembra che un membro della Duma, Yuri Shvytkin, secondo quanto riferito, abbia perfino suggerito di preparare un ricorso ai «parlamenti degli Stati» affinché le azioni degli «scagnozzi ucraini» relative al «genocidio» della popolazione russa vengano condannate.

Nonostante le fonti pro-Cremlino adoperino questo termine molto alla leggera (ad esempio, «genocidio» di acqua e visti in Crimea; «genocidio» di cittadini ucraini per il mancato acquisto del vaccino Sputnik V), tali dichiarazioni perpetrano un tropo di spicco della disinformazione pro-Cremlino riguardo all’Ucraina «nazi-fascista», fortemente determinata a distruggere e a disumanizzare le persone.

«I fascisti si comportano da fascisti: cosa ci si aspetta?», ha affermato all’emittente televisiva russa controllata dallo Stato un professore dell’Istituto statale di relazioni internazionali di Mosca lanciandosi in una filippica sulla «giunta nazista» al potere in Ucraina. Fermo immagine della trasmissione «60 minuti» del canale televisivo Rossiya 1.

In passato, il Cremlino si è avvalso di accuse infondate di genocidio per giustificare i propri atti di aggressione. Ancora oggi, tali affermazioni hanno lo scopo di aiutare il Cremlino nell’intento di mobilitare il sostegno pubblico delle proprie azioni puntando a suscitare l’indignazione morale pubblica. Igor Korotchenko, redattore della rivista russa «Difesa nazionale», opinionista della frangia pro-Cremlino nonché assiduo ospite dei talk show politici sulla TV russa, ha appunto affermato che:

«Le intimidazioni, i lamenti provenienti dalle capitali occidentali e gli sforzi collettivi dei vari Zelensky [di questo mondo] non riusciranno a scalfire la volontà della Russia di impedire l’esecuzione del genocidio nella parte orientale dell’Ucraina. […] l’opinione pubblica russa non permetterà il compimento di un tale reato»[1].

Impiegando una tattica già collaudata in passato, gli organi di informazione pro-Cremlino stanno tentando di plasmare l’opinione pubblica, seguendo il motto di Peter Pomerantsev: «non esiste nulla di vero e tutto è possibile» per cui, perfino un attacco nucleare dimostrativo effettuato da «qualche parte nell’oceano», risulta un modo per dare una lezione all’Ucraina e all’Occidente.

Sul tema vaccini

Malgrado il loro rinnovato interesse nell’Ucraina, questa settimana gli organi di informazione pro-Cremlino hanno colto l’occasione per dedicarsi a resoconti di disinformazione legati al vaccino, accettando un piccolo aiuto dal servizio di intelligence internazionale della Russia (SVR).

Numerosi organi di informazione russi hanno ripubblicato un comunicato stampa a cura del SVR, in cui si ipotizzava che i «burocrati europei» stessero adottando misure stringenti volte a screditare il vaccino Sputnik V. Al fine di avvalorare tale argomentazione, il servizio di intelligence russo ha ritenuto opportuno inventarsi di sana pianta un’intera affermazione di un funzionario dell’UE, che presumibilmente incitava l’agenzia europea per i medicinali a procrastinare l’autorizzazione al vaccino Sputnik V fino a luglio o agosto. Allo stesso tempo, l’edizione in lingua francese di Sputnik ha dichiarato che la direttrice dell’agenzia europea per i medicinali, che sta attualmente conducendo l’esame continuo dello Sputnik V, abbia affermato che avrebbe cercato di vietare il vaccino russo.

È inutile dire che nessuna di tali affermazioni è vera. Tuttavia, appartengono tutte a un filone tipico degli organi di informazione pro-Cremlino che insiste nel ritrarre l’UE incline a rifiutare il vaccino russo, allo scopo di minare la fiducia nella campagna di vaccinazione europea. Il profilo Twitter ufficiale del vaccino Sputnik V fa diligentemente la sua parte, prodigandosi sempre di più in azioni di troll e nello screditare gli organi di informazione, le istituzioni e i politici europei.

Immagine da Twitter

[1] «60 minuti», Rossiya 1, trasmesso il 5 aprile 2021 [30:04 – 30:48]

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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