Narrazioni principali nella disinformazione pro-Cremlino parte seconda: i «valori minacciati»

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Una caratteristica distintiva della disinformazione pro-Cremlino è la sua ripetitività. Nonostante la mole di dichiarazioni oltraggiose esternate, spesso gli organi di informazione pro-Cremlino suonano come un disco rotto, attenendosi a una misera manciata di messaggi semplici mirati al pubblico in patria e internazionale. Ciò non è il frutto di uno sbaglio o di una svista, bensì di una strategia: la ripetizione, infatti, rende più credibili le menzogne. Gli organi di disinformazione pro-Cremlino riescono in questo intento aderendo a una serie di narrazioni ricorrenti che fungono da modello per storie specifiche.

Una narrazione consiste in un messaggio generale, comunicato tramite testi, immagini, metafore e altri espedienti. Le narrazioni permettono di trasmettere un messaggio, creano un’attesa e rendono attraenti le informazioni. Possono essere combinate tra di loro o modificate a seconda degli eventi in corso e degli atteggiamenti predominanti. Alcune sono in circolazione da più di cento anni: in base a una serie di documenti, le variazioni della narrazione relativa all’«Occidente in decadenza» risalgono al XIX secolo. EUvsDisinfo ha individuato un gruppo di cinque narrazioni predominanti impiegate dagli organi di disinformazione pro-Cremlino, nonché gli elementi principali della narrazione targata Cremlino. Abbiamo assistito al dispiegamento di tali narrazioni principali della disinformazione pro-Cremlino in numerose occasioni: durante i tentativi di interferenza nelle elezioni, nel corso della pandemia di COVID-19, nello sforzo di giustificare la guerra non provocata in Ucraina.

Presentiamo una panoramica aggiornata delle cinque narrazioni più comuni della disinformazione che continuano a emergere negli organi di disinformazione russi e pro-Cremlino: ecco la seconda. È possibile leggere la prima parte, ovvero Le élite contro il popolo, qui.

Seconda narrazione principale: i «valori minacciati»

La narrazione relativa ai «valori minacciati» ha la capacità di adattarsi a un’ampia varietà di argomenti, ed è solitamente utilizzata per sfidare gli atteggiamenti occidentali a proposito di diritti delle donne, minoranze etniche e religiose e gruppi LGBTQI+. I commentatori della frangia pro-Cremlino deridono il presunto «declino morale» o gli «atteggiamenti depravati» dell’Occidente e vi contrappongono la Russia e la cristianità ortodossa, che si contraddistinguono quali autentici baluardi dei valori tradizionali, come illustrato da questo video ufficiale promozionale russo.

Secondo questa narrazione, «l’Occidente effeminato» sta marcendo sotto il peso dell’ondata di decadenza, del femminismo e del «politicamente corretto», rovinando così la sua economia, mentre la Russia, dal canto suo, incarna i valori paterni tradizionali. Tale narrazione è rappresentata in un cartone del 2015 a opera dell’agenzia di stampa russa statale RIA Novosti, che espone il presunto declino morale dell’Europa, iniziando da Hitler per poi passare alla devianza sessuale e quindi approdare a un futuro costellato di iene rabbiose.

L’idea di un Occidente in decadenza, accostata a una Russia «guardiana» della decenza e della moralità, scaturisce direttamente dai massimi vertici del Cremlino. In base a un’analisi condotta dall’European Council on Foreign Relations, Putin avrebbe assunto tale posizione già nel 2013 per tacciare i paesi «euro-atlantici» di decadenza morale e immoralità.

Tornando alla questione del sesso…

Gli organi di informazione pro-Cremlino hanno prontamente colto la palla al balzo. L’emittente statale russa Sputnik ha definito la cultura di massa occidentale un «mucchio di varie forme di pedofilia». Gli organi di informazione pro-Cremlino in lingua araba hanno dichiarato che l’Occidente avrebbe intenzione di distruggere i valori fondamentali, tra cui quelli legati allo Stato e alla famiglia. In Armenia, invece, hanno ipotizzato che l’Occidente starebbe «gettando» fondamenta morali aliene per minare le identità nazionali di altri Stati. In tale narrazione, il Cremlino riesce non solo a «preservare» la decenza e i valori fondamentali, ma anche a «difenderli» contro l’ondata di immoralità proveniente dall’Occidente.

Secondo l’analisi dell’European Council on Foreign Relations:

«Un trucco propagandistico efficace consisteva nel rafforzare l’immagine dell’Occidente malvagio fondendo la posizione sociale conservatrice e quella anti-occidentale tra di loro. In questo modo, fanno di tutta l’erba un fascio, accorpando e presentando l’Occidente, i filo-occidentali, i gay, i liberali, gli artisti contemporanei e i loro estimatori, così come coloro che non trattavano la Chiesa ortodossa russa con il dovuto rispetto e coloro che osavano mettere in dubbio l’ineccepibile record storico della Russia come un unico “male indivisibile”, “una minaccia per la Russia, la sua cultura, i suoi valori e la sua stessa identità nazionale”.»

L’omofobia va di pari passo con l’affermazione della necessità di tutelare i valori tradizionali, per cui non sorprende affatto che gli organi di informazione statali russi impieghino tempo a schernire, ad esempio, i diritti delle minoranze sessuali. come indicato in questi esempi. Inoltre, di recente, gli organi di informazione pro-Cremlino sono ricorsi a tropi omofobici allo scopo di denigrare i membri delle forze armate ucraine.

Gli organi di informazione pro-Cremlino manifestano un piacere particolare quando riescono a prendere due piccioni con una fava, ovvero a incolpare l’onnipotente UE di comportamenti tirannici ordinando ai singoli Stati di abolire o distruggere i propri valori. Un esempio calzante è fornito dalla storia manipolata e fortemente travisata dal titolo: «Il Parlamento europeo mette al bando le parole madre e padre».

Alla ricerca del buon senso

Di solito, le narrazioni che si fondano sui valori pongono in primo piano concetti minacciati quali «tradizione», «decenza» e «buon senso», tutti termini che hanno connotazioni positive, senza però essere chiaramente definiti.

La narrazione si regge sulla struttura «noi contro loro», suggerendo che chi rispetta i valori tradizionali è ora minacciato da coloro che li sovvertono, cercando di consolidare una distopia moralmente corrotta. Gli organi di disinformazione russi e pro-Cremlino hanno promosso una narrazione di tal sorta nel periodo precedente alle elezioni generali svedesi del 2018, come si può constatare qui e qui. Negli organi in lingua russa, tra cui la famigerata agenzia di stampa e fabbrica di troll di San Pietroburgo, RIAFAN, il linguaggio adoperato si conferma particolarmente aggressivo: «Come si vive nel paese della tolleranza incontrastata: gay e lesbiche impongono dettami, l’oppressione di donne e uomini, la russofobia e la paura».

In opposizione alla concezione occidentale dei valori, che promuove i diritti personali quali integrità, sicurezza e libertà di espressione, il sistema russo dei valori contempla una serie di norme collettive a cui ogni persona deve conformarsi.

Eppure, la narrazione sui valori minacciati sembra sempre avere origine da una posizione di percepita superiorità morale, in cui una maggioranza silenziosa, fedele alla decenza e al tradizionalismo, è alla mercé di attacchi sferrati da una «tirannia» liberale. Il pubblico di destinazione è invitato a unirsi alle file eroiche sotto l’egida del Cremlino, che lottano a spada tratta per salvaguardare i valori della famiglia, la cristianità tradizionale e la purezza.

È possibile approfondire qui il tema dei «valori minacciati».

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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