Il Cremlino sul filo del rasoio tra paura e tracotanza

Il 14 luglio, appena poche ore dopo la pubblicazione della nostra ultima rassegna di disinformazione sulle mire imperialistiche della Russia nei confronti dell’Ucraina, il mondo è venuto a conoscenza di un altro efferato crimine di guerra commesso dai russi in Ucraina: i missili russi hanno colpito un’infrastruttura civile nella città di Vinnytsia, situata nella parte occidentale di questo paese. La spirale di morte e menzogne del Cremlino si è messa in moto quasi subito. Gli opinionisti al servizio del Cremlino si sono precipitati a confermare a vicenda che la Russia attacca solo obiettivi militari in Ucraina.

Abbiamo smentito tale falsità a più riprese, già dai primi giorni dell’ingiustificabile guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. Abbiamo smascherato le bugie russe riguardo a Mariupol, smentito la disinformazione a proposito di Bucha e denunciato gli inganni del Cremlino su Kramatorsk. Inoltre, abbiamo registrato i più recenti articoli della disinformazione russa relativa a Vinnytsia nella banca dati di EUvsDinsinfo. Com’era prevedibile, gli organi di disinformazione russi controllati dallo Stato non sono riusciti a convincere il mondo che i negozi, gli edifici residenziali e i centri medici a oltre 200 km dal confine russo fossero «bersagli militari». Quindi, gli opinionisti della frangia pro-Cremlino hanno fatto ricorso alla giustificazione da loro preferita in assoluto per la violenza sfrenata contro i civili: erano tutti nazisti.

La scorsa settimana ha inoltre segnato l’ottavo anniversario dell’abbattimento del volo MH17, un aereo passeggeri con a bordo 298 persone. Mentre il mondo intero piangeva le vittime e la comunità internazionale stava lavorando per consegnare alla giustizia i responsabili, gli organi di disinformazione pro-Cremlino ne hanno approfittato per accusare falsamente l’Ucraina di istigare provocazioni. EUvsDisinfo segue da anni le circonvoluzioni delle menzogne del Cremlino in merito all’aereo MH17, confluite nella compilazione di un’utile panoramica pubblica.

Una minaccia esistenziale, ma non esistente

Questa settimana gli opinionisti pro-Cremlino, in particolare il famigerato propagandista Vladimir Solovyov e Margarita Simonyan, caporedattrice di RT, organo autodefinitosi arma dell’informazione, hanno rispolverato un altro noto tropo di disinformazione sull’Ucraina. Gli organi di disinformazione russi controllati dallo Stato e le loro rispettive casse di risonanza hanno infatti diffuso la narrazione secondo cui l’Ucraina non sarebbe esistita già prima della guerra. Ora, con l’avvicinarsi della brutale guerra di aggressione russa alla linea dei sei mesi, tale resoconto di disinformazione ha ripreso a circolare, permeando l’intero ambiente della disinformazione pro-Cremlino. Allo scopo di fornire un nuovo punto di vista, alcuni organi di disinformazione stanno tentando di cambiare le carte in tavola, dichiarando che una guerra civile starebbe distruggendo la sovranità statale dell’Ucraina. A questo punto, occorre fare chiarezza e fugare ogni dubbio: in questo caso non si tratta affatto di una guerra civile, ma di una guerra di aggressione non provocata e iniziata dalla Russia a danno di un paese sovrano confinante.

Tuttavia, risulta alquanto strano che un’entità non esistente rappresenti una tale minaccia esistenziale per la Russia. Eppure, se dobbiamo credere alla retorica improntata sull’allarmismo rigurgitata di continuo nelle trasmissioni televisive russe controllate dallo Stato, l’Ucraina si conferma una minaccia importante per l’esistenza della Russia. Ovviamente, persino i più sfacciati propagandisti pro-Cremlino sono consapevoli di questa incongruenza logica, perciò la chiariscono calando un’altra carta classica ed efficace custodita nell’arsenale della disinformazione del Cremlino, ovvero l’Occidente malvagio ha in pugno l’Ucraina e l’adopera per attaccare e dividere la Russia. In base a questa logica contorta, perfino l’uccisione di un bambino innocente diventa una questione esistenziale per la sopravvivenza della Russia; pertanto, è del tutto giustificabile agli occhi dei propagandisti del Cremlino.

Il lungo elenco di peccati

Questa settimana, il tema delle «provocazioni dell’Occidente» ha conquistato la prima fila e il ruolo di protagonista nell’ecosistema della disinformazione pro-Cremlino. Perfino Lavrov ha dedicato un po’ del suo tempo a gettare benzina sul fuoco ruggente della disinformazione, scrivendo un articolo lungo e dettagliato nel quale denuncia le numerose occasioni percepite di «provocazioni dell’Occidente». Questa tattica volta a tempestare il discorso con dettagli eccessivi e affermazioni convolute è un modus trollerandi molto conosciuto del Cremlino, che abbiamo in passato messo in luce su EUvsDisinfo. Ciononostante, materiali di disinformazione di questo calibro forniscono le munizioni necessarie per gli spacciatori a valle della disinformazione pro-Cremlino.

Naturalmente, secondo Lavrov, il motivo dell’accanimento dell’Occidente contro la Russia è ben noto, e non ha nulla a che vedere con le palesi violazioni di innumerevoli norme del diritto internazionale da parte della Russia o del suo ostinato disprezzo della sofferenza umana, bensì è riconducibile a un chiaro sentimento di «russofobia» che sta dilagando senza freni in tutta Europa. Suona davvero strano incolpare l’Europa di «russofobia», quando per la gran parte degli ultimi tre decenni l’Europa ha colto ogni opportunità per dialogare con la Russia, ma ancora una volta, questo genere di contraddizioni logiche sembrano essere caratteristiche distintive della mentalità della fazione pro-Cremlino.

L’ecosistema della disinformazione pro-Cremlino non si è inoltre fatto sfuggire l’occasione di riflettere sull’ultima tranche di sanzioni dell’UE contro la Russia. Come da copione, alcuni organi di informazione hanno liquidato le ripercussioni delle sanzioni dell’UE con una finta tracotanza, mentre altri hanno affermato che l’UE avrebbe già esaurito il suo potenziale sanzionatorio e, altri ancora, hanno tentato di cavalcare l’onda di potenziali divisioni tra gli Stati membri dell’UE. La verità è che le sanzioni dell’UE contro la Russia stanno funzionando ed è proprio per questo motivo che gli organi di disinformazione russi controllati dallo Stato sono così ansiosi di dimostrare il contrario.

Altri esempi captati dal radar di EUvsDisinfo questa settimana:

  • gli opinionisti della disinformazione pro-Cremlino sostengono a torto che l’Occidente non solo sarebbe responsabile della crisi alimentare globale, ma che starebbe anche traendone beneficio. No, a dire il vero, la crisi alimentare è stata aggravata dalla guerra russa non provocata contro l’Ucraina e dagli incessanti tentativi di annientare le capacità di produzione e trasporto di prodotti alimentari del paese. Il Cremlino continua senza pietà a utilizzare la fame globale come arma geopolitica;
  • l’assurdo, nonché interamente smentito resoconto di disinformazione sull’esistenza di presunti laboratori di armi biologiche finanziati dall’Occidente situati in Ucraina sta ancora circolando nell’ecosistema della disinformazione del Cremlino, costellato di insinuazioni di «provocazioni dell’Occidente» in atto;
  • la persistente ossessione russa per il sistema lanciarazzi multiplo HIMARS che l’Occidente ha fornito all’Ucraina spazia da false affermazioni sulla distruzione di tali sistemi a scenari apocalittici minacciosi nel caso in cui l’Ucraina dovesse mai utilizzare l’HIMARS per prendere di mira la Crimea.

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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