“NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIDENTALE”
Il romanzo di Erich Maria Remarque contro la guerra Im Westen nichts Neues (1929) — in italiano “Niente di nuovo sul fronte occidentale” — è un simbolo delle sofferenze senza fine e senza senso associate alla prima guerra mondiale. Nel corso dei decenni sono state realizzate diverse versioni cinematografiche, tra cui una nuova interpretazione nel 2022. Il titolo fa pensare anche a una situazione di stagnazione senza alcuna soluzione in vista. La guerra prosegue ogni giorno. Il logorio consuma vite umane e risorse.
Amico o nemico?
Con l’avvicinarsi dell’inverno e l’avvio di nuove fasi nella guerra di logoramento della Russia nei confronti dell’Ucraina e delle sue infrastrutture civili, il Cremlino abbraccia un atteggiamento di tenace ed estrema difesa, caratterizzato da narrazioni spesso incompatibili tra loro. Nelle ultime due settimane sono nuovamente emerse classiche dichiarazioni secondo cui la Russia sarebbe in guerra con l’intero occidente e non con l’Ucraina. Al tempo stesso, il presidente Zelenskyy è tacciato di essere un gerarca nazista, si afferma che l’Ucraina non sarebbe mai dovuta esistere e che l’Ucraina è territorio russo.
È contraddittorio affermare, in sostanza, che gli ucraini comprendono di essere “fratelli dei russi”, dichiarando al tempo stesso che tutti sono mobilitati contro la Russia e che ora Kiev sta cercando di mobilitare donne e disabili perché non c’è più nessun altro da mobilitare. Il nostro resoconto dettagliato esamina questi noti luoghi comuni che sentiamo a ripetizione e che sono stati utilizzati in primis per giustificare l’aggressione su vasta scala.
Distruggere quanto più possibile
La disinformazione è stata intensa e contraddittoria anche per quanto riguarda il grado di distruzione delle infrastrutture civili ucraine da parte della Russia. I mezzi d’informazione e i cronisti promuovono ampiamente gli attacchi russi con missili e droni, esaltandoli addirittura come motivo di orgoglio perché riescono ad annientare la combattività dell’Ucraina. Tuttavia, i cronisti suggeriscono allo stesso tempo anche che l’Ucraina stia ingigantendo i danni “per ottenere un maggiore sostegno finanziario e demonizzare la Russia”.
Il piano degli Stati Uniti per dividere la Russia
La televisione di Stato russa promuove ogni settimana l’idea che gli Stati Uniti sono e continueranno a essere il principale avversario della Russia. Nel corso del talk show quotidiano dedicato alla politica “Большая игра” (“Il grande gioco”) il fervente sostenitore del Cremlino e deputato al parlamento Vyacheslav Nikonov ha dedicato molto tempo la settimana scorsa a convincere il pubblico che un piano sinistro guidato dagli Stati Uniti mira a dividere la Federazione russa in piccoli Stati che si combattono l’un l’altro e sono facili da sfruttare sul piano delle risorse.



Il sogno di negoziati facilitati (o ordinati) dagli Stati Uniti ha preso piede in tutto l’ecosistema del Cremlino durante le elezioni statunitensi di metà mandato.
Tali sviluppi si verificano in un momento in cui le forze russe sono sotto pressione in Ucraina. La mobilitazione russa non ha prodotto una forza di combattimento offensiva convincente e i civili di Kherson, secondo le notizie, sarebbero trasferiti con la forza in altri territori occupati dell’Ucraina o in Russia.
I cronisti filorussi prospettano negoziati in una configurazione classica di grandi potenze, ma con una particolarità: “Possiamo negoziare ciò che è vostro. Ma ciò che è nostro non si tocca”, come dichiarato da Valentina Matvienko, presidente del Consiglio della Federazione russa. La presidente chiede di approfittare del prossimo vertice del G20 in Indonesia per discutere di come “porre fine all’azione militare, ma alle condizioni della Russia”, mentre le regioni annesse illegalmente non possono essere oggetto di negoziati.
Olga Skabeeva, agitatrice di alto profilo e conduttrice della televisione di Stato russa, fornisce la propria interpretazione delle politiche statunitensi ed esprime l’auspicio che l’assistenza degli Stati Uniti all’Ucraina possa cessare del tutto dopo le elezioni di metà mandato e che gli Stati Uniti possano esercitare pressioni su Kiev affinché partecipi ai colloqui di pace. Altri esperti russi affiliati al Cremlino, tra cui Fyodor Lukyanov, smorzano queste aspettative, ritenendo che le autorità statunitensi, anche dopo le elezioni di metà mandato, continueranno ad approvare aiuti militari significativi e saranno guidate dalla loro visione di superpotenza che si oppone alla Russia.
Interferenze nelle elezioni statunitensi, ovviamente!
Evgeny Prigozhin, eterno e scellerato alleato di Putin, si pregia delle sue capacità di manipolazione. Ha dichiarato di avere ovviamente (insieme alle fabbriche di troll del Cremlino) interferito nelle precedenti elezioni statunitensi, di farlo tuttora e di avere intenzione di continuare a farlo in futuro. Prigozhin è vicino a Putin. Avendo concluso redditizi contratti di servizi con l’esercito russo, le fabbriche di troll e il suo Wagner Group di mercenari, ha deciso di procedere alla mobilitazione con cartelloni pubblici, reclutando nelle carceri russe durante l’estate e aprendo un ufficio di arruolamento a San Pietroburgo il 28 ottobre. È un'”icona d’azione” nella sfera pubblica, il volto scellerato della cultura machista russa e di tutto ciò che è anti-occidentale. Si noti lo scostamento dal distinto portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, che ha costantemente negato, in un raffinato accento inglese britannico, le interferenze russe nelle elezioni.
Altre storie su EUvsDisinfo di questa settimana
- Due dichiarazioni manipolative riguardavano l’iniziativa sui cereali del Mar Nero: la Russia ha sospeso l’accordo sui cereali perché, in primo luogo, tutti i cereali ucraini sono destinati all’Europa e, in secondo luogo, a causa degli attacchi navali ucraini. La prima asserzione è manifestamente erronea. Un semplice esame delle statistiche raccolte nell’ambito dell’operazione sotto il controllo delle Nazioni Unite mostra che la maggior parte delle esportazioni di cereali e di altri prodotti agricoli è destinata a paesi terzi. La seconda affermazione è paradossale, in quanto la Russia è tornata sui propri passi e ha ripristinato la sua partecipazione pochi giorni dopo la prima dichiarazione. Questa rapida inversione di marcia dimostra il carattere contraddittorio delle azioni e dei messaggi di Mosca. Il Cremlino vuole colpire l’economia ucraina bloccando le esportazioni. E ci tiene a fingere che il calo significativo dell’offerta di cereali e prodotti agricoli sul mercato mondiale, che a sua volta provoca l’aumento dei prezzi, non sia imputabile alle azioni russe. La Russia sta cercando di confondere il mondo con semplici menzogne, affermando che l’UE ha vietato il commercio di prodotti alimentari e fertilizzanti, mentre entrambi i settori sono espressamente esclusi dalle sanzioni. Altri casi di disinformazione concernenti l’accordo sui cereali sono illustrati qui.
- Zelenskyy può ricorrere a una “bomba sporca” su richiesta degli Stati Uniti. Falso, anche se Mosca continua a riproporre questa asserzione. L’Ucraina non detiene il materiale pericoloso necessario per creare tale bomba. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) l’ha recentemente confermato in occasione dell’ispezione dei siti in cui, secondo la Russia, sarebbero stati in corso i preparativi. L’affermazione della Russia fa parte di una campagna costante volta a minare la reputazione del presidente Zelenskyy e dell’Ucraina quale Stato privo di armi nucleari. Altri casi di asserzioni concernenti la “bomba sporca” volte a manipolare l’opinione pubblica sono illustrati qui.
Questa narrazione disinformativa va di pari passo con altre due storie dell’orrore:
- L’Ucraina dispone di droni che trasportano contenitori per zanzare utilizzabili come armi biologiche e
- Uno tsunami sul fiume Dnieper è un’opzione mortale considerata dagli Stati Uniti in Ucraina.
Entrambe le asserzioni non sono altro che una montatura volta a distogliere l’attenzione dall’invasione russa e dalle azioni criminali in Ucraina. Hanno inoltre lo scopo di creare l’illusione che Kiev e l’Occidente cerchino costantemente di ampliare la portata della guerra con armi biologiche di distruzione di massa vietate e che incutono paura.
Alla fine le sofferenze e le distruzioni di massa in Ucraina sono riconducibili a una sola causa (che è motivo di orgoglio per i responsabili): la ben nota aggressione militare della Russia. Non c’è davvero niente di nuovo sul fronte occidentale.