Tradimento, estremismo e percosse: i rischi che corrono gli organi di informazione indipendenti in Bielorussia
L’obiettivo del regime di Lukashenka è fin troppo evidente: vietare l’esistenza degli organi di informazione indipendenti.
EUvsDisinfo si occupa di monitorare regolarmente il modo illegittimo in cui il regime di Lukashenka abusa del sistema giuridico e dell’apparato di sicurezza per soffocare le ultime voci indipendenti rimaste in circolazione. Tra i suoi bersagli figurano giornalisti, organi di informazione regionali, canali Telegram e la loro schiera di follower, lettori e lettrici.
La repressione è iniziata all’indomani delle elezioni truccate dell’agosto 2020, e gli esempi sono così numerosi che citarli tutti richiederebbe centinaia di pagine. Di seguito sono riportate le mosse compiute negli ultimi sei mesi dal regime di Lukashenka.
Un quadro più dettagliato è fornito da Justice for Journalists: nel 2020, questa ONG con sede a Londra ha raccolto oltre 1 500 casi documentati di attacchi o minacce contro giornalisti in Bielorussia. Inoltre, l’associazione bielorussa dei giornalisti ha raccolto dati simili che riguardano il periodo gennaio-settembre 2021.
Maggio
Uno dei più importanti quotidiani regionali, Intex-Press, intervista Sviatlana Tsikhanouskaya. Il pubblico ministero locale ne convoca il redattore e si rivolge al tribunale che dichiara estremista l’intervista. Il redattore viene multato e il quotidiano riceve un richiamo ufficiale. Come conseguenza, le reti di distribuzione di proprietà dello Stato e private si rifiutano di vendere il quotidiano per timore di ritorsioni da parte delle autorità.
GUBOPiK (la direzione principale per la lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione) pubblica un elenco di 40 canali Telegram tacciati di «estremismo». Ciò implica che le persone che ripubblicano i contenuti di questi canali corrono il rischio di commettere un’infrazione amministrativa e di essere esposte a minacce di violenza e vendetta in caso si rifiutino di «pentirsi» davanti a una telecamera, assicurandosi così un periodo da trascorrere in prigione in condizioni squallide per vari mesi.
Gli uffici principali e regionali del più grande organo di informazione indipendente TUT.BY sono oggetto di perquisizioni, così come le abitazioni della caporedattrice Maryna Zolotova e di diversi giornalisti. Le autorità accusano i vertici dell’organo di manipolazioni finanziarie, dando il via a un’indagine penale. La caporedattrice Zolotova, alcuni giornalisti e altro personale vengono tratti in prigione e il loro sito web viene bloccato in Bielorussia. In una questione di giorni alcuni giornalisti si riorganizzano in esilio e creano un nuovo sito web, zerkalo.io.
In seguito alla deviazione forzata di un volo Ryanair finalizzato alla cattura del giornalista Raman Pratasevich e della sua fidanzata Sofia Sapega, il canale televisivo di Stato trasmette le loro confessioni video estorte e le utilizza come annunci pubblicitari su YouTube per promuovere il canale Telegram Zhioltyye Slivy, ritenuto sotto il controllo dei servizi segreti.
Giugno
Secondo una relazione a cura dell’International Strategic Action Network for Security (rete di azione strategica internazionale per la sicurezza), i commentatori bielorussi risultano in minoranza durante i notiziari settimanali in onda sui canali televisivi bielorussi di proprietà dello Stato, dove prevale la presenza di propagandisti pro-Cremlino di origine russa e ucraina in veste di commentatori ospiti. Questi ultimi si avvalgono del tempo in onda per diffondere una serie di resoconti di disinformazione pro-Cremlino ricorrenti riguardanti la Bielorussia, i Paesi baltici, la Polonia, l’Ucraina e l’Occidente in generale, mentre i giornalisti bielorussi vengono licenziati a causa delle loro opinioni.
Il ministero della Giustizia avvia un’indagine sull’associazione bielorussa dei giornalisti, a cui richiede di presentare un centinaio di documenti nel giro di pochi giorni.
Il ministero dell’Interno indica come estremista l’organo di informazione indipendente più famoso, TUT.BY, e tutti i suoi profili social. Il motivo dietro a tale mossa è la chiusura del canale Telegram di TUT.BY, che in quel momento conta quasi 600 000 iscritti.
Il canale Telegram «Yellow Plums» (Zhioltyye Slivy), il diffusore principale della disinformazione controllato dai servizi di sicurezza bielorussi, annuncia l’istituzione di un «gruppo di iniziativa di blogger filogovernativi». Tuttavia, i canali Telegram e YouTube e i profili Instagram menzionati non suscitano un grande apprezzamento; infatti, il canale Telegram più grande sull’elenco registra appena 8 000 iscritti e il profilo YouTube più famoso 21 000.
Il giornalista investigativo bielorusso Dzianis Ivashyn, detenuto a marzo 2021 sulla base di accuse pretestuose, ha un infarto in prigione all’età di 42 anni e senza avere lamentato in precedenza problemi cardiaci.
Luglio
Il governo pone fine all’accredito di un ufficio di corrispondenti della radio europea per la Bielorussia (Euroradio) di Minsk.
Alexander Ivulin, giornalista sportivo e autore dell’amato canale YouTube ChestnOK (72 300 follower), viene arrestato.
Andrei Alexandrov, noto giornalista e media manager, viene accusato di alto tradimento, crimine che prevede fino a 15 anni di reclusione.
Scatta la detenzione per accuse penali a carico del redattore di Nasha Niva, Yahor Martsinovich, e di altri tre dipendenti. Martsinovich riceve percosse durante la detenzione e il sito web di Nasha Niva viene bloccato.
Dopo la repressione di TUT.BY e la chiusura del suo sito web, Onliner diventa il più grande sito web di informazioni indipendenti. Non sorprende infatti che l’appartamento della giornalista di Onliner, Nastasya Zanko, venga perquisito.
Agli inizi del 2021 sono rimasti circa venti organi di informazione indipendenti nelle regioni bielorusse al di fuori di Minsk, e quasi la metà è stata attaccata dai servizi di sicurezza l’8 e il 9 luglio 2021.
Nella regione di Brėst, le perquisizioni di redazioni e appartamenti di giornalisti si verificano ai danni di tutti e sei gli organi di informazione indipendenti sopravvissuti. Per quanto riguarda le altre regioni, vengono perquisiti gli appartamenti di circa dieci dipendenti di Strong News, da cui vengono confiscate anche le attrezzature.
Viene preso di mira il portale regionale di Orša, e il suo redattore Igor Kazmerchak detenuto sulla base di accuse penali.
Il canale Telegram di Hrodna.Life è dichiarato estremista.
Viene perquisito un appartamento appartenente a un giornalista che lavorava per il sito web bobr.by.
Alla data del 12 luglio si contano oltre 30 giornalisti incarcerati in Bielorussia. Alcuni famosi giornalisti bielorussi, preoccupati per la propria sicurezza alla luce della repressione feroce, lasciano la Bielorussia.
Agosto
Dopo avere ampiamente documentato le repressioni contro gli atleti, il famoso sito web sportivo Tribuna e i suoi profili social sono classificati estremisti.
Il sito web dell’organo di informazione indipendente regionale, Ex-press.by, viene bloccato dietro richiesta del ministero dell’Informazione.
Un fotografo del giornale Novy Chas viene condannato a 15 giorni di prigione e al giornale vengono negati i servizi di stampa.
Il famoso blogger Vadim Yermashuk, il cui profilo Instagram ha oltre 45 000 iscritti, viene sottoposto a fermo per motivi sconosciuti.
La più grande agenzia di stampa indipendente, BelaPAN, e il relativo portale Internet di notizie Naviny.by vengono perquisiti una seconda volta da gennaio 2021.
Il tribunale dichiara di natura estremista tutte le pubblicazioni del più grande portale di informazioni TUT.BY e il relativo sito web Zerkalo.io. Le pubblicazioni di TUT.BY rappresentano di fatto il più vasto archivio digitale della storia moderna bielorussa; quindi, l’applicazione della nomea di estremista lascia intendere la speranza del regime di distruggerlo e di riscrivere la storia tramite mezzi repressivi. La caporedattrice, diversi dirigenti e alcuni giornalisti di TUT.BY rimangono dietro le sbarre.
Raman Pratasevich, il giornalista catturato in maggio dopo l’atterraggio forzato di un aereo Ryanair, rilascia un’intervista all’organo di informazione pro-Cremlino RT e menziona alcuni piani per l’avvio di un nuovo organo di informazione. Sofia Sapega, la fidanzata di Pratasevich, anch’ella arrestata, viene intervistata da uno dei noti propagandisti del canale televisivo Bielorussia 1. Sapega afferma di non potere escludere che l’incidente Ryanair sia stato architettato dai colleghi di Raman e che il KGB non fosse a bordo. Vengono trasmessi anche alcuni stralci di un’intervista precedente a Pratasevich, in cui sostiene che l’incidente Ryanair era probabilmente una provocazione inscenata da un suo ex collega.
L’accesso al sito web di notizie Reform.by viene bloccato in seguito a una decisione del ministero dell’Informazione. Ciò avviene dopo che TUT.BY, Naviny.by e altri organi vengono chiusi dalle autorità, innalzando la popolarità di Reform.by, che fornisce resoconti politici regolari.
Nikolai Kozlovich, caporedattore di Onliner.by, rassegna le dimissioni senza dare spiegazioni. Onliner.by è un grande organo di informazione bielorusso che ha pressoché smesso di riferire questioni socio-politiche per evitare repressioni.
Alla fine di agosto tutti i più grandi organi di informazione indipendenti sono messi al bando dalle autorità statali o hanno in gran parte smesso di fare informazione politica. 27 tra giornalisti e blogger rimangono in prigione.
La Corte suprema approva una richiesta del ministero della Giustizia di scioglimento dell’associazione bielorussa dei giornalisti.
Settembre
Le autorità bielorusse additano come estremisti più di 200 canali Telegram. Sono oltre 150 i canali Telegram relativi alla Bielorussa dediti alla diffusione della disinformazione, molti dei quali contengono collegamenti diretti e indiretti alle autorità bielorusse. È possibile trovare qui gli 80 più grandi insieme ad alcune pagine di disinformazione tossica presenti su altri social media.
Il ministero dell’Informazione blocca l’accesso a belaruspartisan.by, freesmi.by e 6tv.by.
L’accesso a tutti i siti web di notizie rinomati e (precedentemente) indipendenti in Bielorussia vengono bloccati alle persone in Bielorussia. In alcuni casi, vengono persino disattivati i nomi dei domini. L’unica eccezione riguarda Onliner.by, che ha edulcorato i propri resoconti, garantendosi l’autorizzazione a operare.
Vengono perquisite le case di Maksim Beresinsky, presidente di by.tribuna.com, e di Andrei Maslovsky, ex giornalista di tribuna.by.
La redattrice di Green Portal, ONG ambientalista bielorussa, viene detenuta per tre giorni in seguito alla perquisizione della sua abitazione.
Il sito web di Media-Polesye, uno dei più grandi organi di informazione indipendenti regionali rimasti con sede nella regione di Brėst, viene bloccato.
Radio Racyja, un organo di informazione con base in Polonia che trasmette in lingua bielorussa, viene bloccata.
Il sito web August2020, che pubblicava resoconti di persone torturate dalle forze di sicurezza e dalla polizia di Stato dopo le elezioni, viene bloccato.
Viene avviata una causa penale contro Andrei Kukharchik, caporedattore di un altro organo di informazione regionale nella regione di Brėst, Virtual Brest.
La regione di Brėst, situata nella parte sud-occidentale della Bielorussia, in prossimità del confine con la Polonia, vantava il più vasto numero di organi di informazione indipendenti regionali: ora, sono stati tutti repressi dalle autorità statali.
Il ministero dell’Informazione pubblica gare d’appalto per la presentazione di documenti scientifici sui metodi per migliorare la fiducia negli organi di informazione di proprietà dello Stato. Si stima che il valore di questi servizi ammonti a circa 40 000 euro.
Ottobre
Il giornalista Gennady Mozheiko, in seguito alla pubblicazione di un breve articolo incentrato sul tecnico informatico Andrei Zeltser, assassinato dalle forze di sicurezza dopo avere aperto il fuoco e ucciso un agente del KGB nel corso di un’irruzione, viene incarcerato e al momento deve rispondere di due accuse penali. Il giornale per cui lavorava, Komsomolskaya Pravda v Belarusi, annuncia la chiusura del proprio ufficio in Bielorussia.
La commissione di inchiesta bielorussa avvia una causa penale contro i restanti dipendenti di TUT.BY, il più grande organo di informazione indipendente, e contro «altre persone». La causa penale riguarda l’incitamento all’odio commesso da un gruppo di persone. Tale causa si collega probabilmente alla copertura dell’uccisione a fuoco del tecnico informatico Andrei Zeltser e dell’agente del KGB Dzmitry Fedasiuk verificatasi a Minsk, sebbene il resoconto utilizzi toni neutri.
Vengono imprigionate oltre 200 persone, di cui 136 vengono prese in custodia per la pubblicazione di commenti su Internet relativi ai due decessi. Secondo gli attivisti per i diritti umani, le condizioni carcerarie equivalgono ad atti di tortura.
Il ministero dell’Interno annuncia che 327 canali di Telegram e chat sono stati riconosciuti estremisti. Nell’elenco figura anche il canale Telegram di Sviatlana Tsikhanouskaya con 107 000 follower.
Inoltre, il ministero introduce un nuovo termine giuridico, ossia «formazioni estremiste», che a differenza del termine «estremista» da solo, implica la possibilità di incriminazione a carico dei follower di un canale Telegram. Di recente, il numero di «formazioni estremiste» online ha raggiunto la doppia cifra, e tra queste sono compresi Nexta e Belsat.
Dze.chat, un sito web che riunisce oltre un centinaio di chat Telegram a livello locale, viene dichiarato una «formazione estremista».
La polizia arresta un uomo a cui ha confiscato e ispezionato il telefono. L’uomo rimane in detenzione per 15 giorni per la condivisione di una pagina web di Belsat (Belsat è un canale televisivo polacco in chiaro via satellite destinato al pubblico bielorusso) sulla sua chat Instagram privata.
Questo esempio mette in luce fino a che punto è pronto a spingersi il regime per imbavagliare la libertà di espressione e persino le comunicazioni private in Bielorussia. Ciò dimostra inoltre che dopo la distruzione degli organi di informazione indipendenti, la persecuzione dei giornalisti, l’introduzione di liste nere in cui relegare i canali social e la creazione di leggi inaudite nel mondo libero, le autorità sono passate a dare la caccia alle persone.
Con la gran parte degli organi di informazione indipendenti con base in Bielorussia praticamente fuori legge, lo Stato sta tentando di rimpiazzarne le voci a colpi di propaganda e disinformazione. Tuttavia, battezzare come «estremista» l’emittente Deutsche Welle comportandone il blocco, rende evidente che tra i nuovi bersagli siano presenti anche gli organi di informazione stranieri che si occupano degli eventi in Bielorussia su base più o meno regolare.
L’insieme di queste azioni ha l’obiettivo di instillare nelle persone la paura di qualsiasi informazione non proveniente dallo Stato, a dimostrazione del fatto che i pochi giornalisti indipendenti rimasti in Bielorussia possiedono un coraggio straordinario poiché rischiano tutto per fornire alla propria schiera di lettori, lettrici e follower informazioni basate sui fatti.