Guardarsi severamente allo specchio
È ormai ora che il Cremlino si guardi severamente e a lungo allo specchio, invece di inventare fantasiose narrazioni sulla presunta grandezza e invincibilità della Russia.
Con l’ingresso nel 2025, il Cremlino continua a recitare il suo ben collaudato copione: trionfalismo, elusione e negazione della realtà. Come dimostrato nel suo discorso di Capodanno, Vladimir Putin ha promesso per l’ennesima volta potenza e l’arrivo di tempi migliori, nonostante la sua invasione su larga scala dell’Ucraina, che doveva durare solo tre giorni, si avvicini ormai al terzo anniversario.
Eppure, anziché dare segnali di un’approfondita introspezione, la retorica ingannevole di Lavrov e Putin continua a spacciare falsità riguardanti tenuta economica, sostegno pubblico e ambizioni territoriali. Il rifiuto del Cremlino di affrontare la realtà porta avanti una tradizione ininterrotta di disinformazione, instancabilmente documentata da EUvsDisinfo nel corso degli anni (si veda, ad esempio, qui e qui). Tuttavia, l’unica riflessione di cui Putin e la sua ristretta cerchia sembrano capaci è nel falso specchio della loro stessa propaganda.
La tragedia californiana viene re-interpretata dal Cremlino
Mentre la California lotta contro devastanti incendi, i canali di disinformazione pro-Cremlino hanno cinicamente approfittato della tragedia per diffondere false narrazioni volte a minare il sostegno internazionale all’Ucraina.
Secondo un’affermazione particolarmente grave, ben otto ville di lusso di proprietà di generali ucraini sarebbero state distrutte negli incendi; esse sarebbero state acquistate con fondi destinati alla difesa dell’Ucraina. Questa montatura è partita da un canale Telegram pro-Cremlino, per poi essere amplificata da organi di disinformazione come la rete Pravda che si è avvalsa di immagini ritoccate digitalmente per rendere credibile la fandonia. Sfruttando gli incendi, il Cremlino cerca di rafforzare una menzogna ricorrente secondo cui i leader ucraini sono corrotti e non meritano gli aiuti occidentali.
Un altro filone disinformativo si focalizza sul falso collegamento tra le difficoltà della California a reagire agli incendi boschivi e il sostegno all’Ucraina. Le false affermazioni secondo cui le donazioni di attrezzature antincendio all’Ucraina avrebbero lasciato la California impreparata sono state approfonditamente smentite. Gli esperti hanno confermato che la crisi è dovuta a fattori come la scarsità d’acqua e le condizioni meteorologiche estreme, e non alle donazioni di attrezzature.
E ancora, le affermazioni secondo cui i tagli al bilancio dei vigili del fuoco californiani avrebbero dirottato fondi verso le iniziative LGBTIQ+ e l’Ucraina sono false – un altro attacco portato dal Cremlino alle comunità vulnerabili. Queste distorsioni servono a distogliere l’attenzione dal ruolo del cambiamento climatico nell’esacerbare i disastri naturali, fomentando nel contempo le divisioni nella società statunitense e mirando a erodere il sostegno degli Stati Uniti all’Ucraina.
Precedenti di sfruttamento della miseria umana
I propagandisti filo-Cremlino non si fanno scrupoli a sfruttare i disastri naturali e gli episodi di vera sofferenza umana per promuovere i loro obiettivi, come si è visto in passato con gli incendi alle Hawaii nel 2023, con gli uragani Helene e Milton e con le inondazioni in Polonia dello scorso anno.
Gli incendi che imperversano in California sono l’ultimo bersaglio di questa strategia, con il Cremlino che diffonde false narrazioni per screditare e scoraggiare l’invio di aiuti internazionali all’Ucraina e deviare l’attenzione dalla sua aggressione. In flagrante contrasto con le narrazioni del Cremlino che fomentano le fiamme, l’Ucraina ha risposto agli incendi boschivi con empatia e solidarietà, proponendo l’invio di vigili del fuoco in California per aiutare a combatterli.

Altri elementi sul radar di EUvsDisinfo questa settimana:
- Nel tentativo di raffigurare la Bielorussia quale vittima dell’aggressione occidentale, gli organi di informazione pro-Cremlino stanno diffondendo affermazioni assurde secondo cui il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy avrebbe ricevuto dall’Occidente l’ordine di trascinare in guerra la Bielorussia. In realtà, è la Russia che ha coinvolto la Bielorussia nella sua guerra ingiustificata contro l’Ucraina. Fin dall’inizio dell’invasione, la Bielorussia ha agito quale importante fattore di supporto all’aggressione russa, fornendo supporto logistico e fungendo da trampolino di lancio per gli attacchi contro l’Ucraina. Questo mentre l’Ucraina ha incessantemente chiesto alla Bielorussia di mantenersi neutrale, sottolineando il suo impegno mirato a difendere la propria sovranità piuttosto che a inasprire i conflitti. Narrazioni disinformative come questa non solo diffondono ulteriormente l’idea generale che l’Occidente sia una parte belligerante, ma mirano anche a privare l’Ucraina della sua autonomia, dipingendola falsamente quale mero burattino delle potenze occidentali.
- Gli organi di informazione filo-Cremlino hanno distorto un articolo di Politico per sostenere che gli aiuti all’Ucraina hanno azzoppato le capacità difensive della Danimarca. Questa manipolazione si basa su frasi estratte dal pezzo originale privandole del contesto e distorcendole per allinearle alle narrazioni di disinformazione pro-Cremlino. L’articolo in questione sottolinea soprattutto la disparità tra le forze militari statunitensi e danesi, facendo riferimento a un battibecco pubblico per le dichiarazioni di Donald Trump sulla Groenlandia. Sebbene l’articolo menzioni en passant gli aiuti militari della Danimarca all’Ucraina quale uno dei vari fattori che incidono sulle sue capacità di difesa, in nessun caso si afferma che “gli aiuti ucraini hanno paralizzato la difesa della Danimarca”. Tali distorsioni sono una tattica ben nota nel kit di disinformazione pro-Cremlino, che si avvale di fonti occidentali legittime per rendere più credibili le sue false narrazioni. In questo caso, l’obiettivo della manipolazione è evidente: minare il sostegno internazionale all’autodifesa dell’Ucraina dipingendolo come dannoso per i Paesi donatori.
- In un altro evidente tentativo di infangare i massimi dirigenti dell’UE con insulti nazisti, gli organi di informazione filo-Cremlino hanno falsamente etichettato la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen quale “Gauleiter del Reich”. Questa accusa fa parte di un più esteso sforzo propagandistico del Cremlino per associare falsamente i suoi avversari al nazismo, una tattica utilizzata estensivamente per giustificare l’invasione dell’Ucraina descrivendola come “un’operazione di denazificazione”. L’affermazione mira a screditare la von der Leyen, nonché a scoraggiare il supporto popolare alla difesa dell’Ucraina. Queste narrazioni sono particolarmente ciniche tenuto conto dei principi fondanti dell’UE, ovvero pace, democrazia e cooperazione, concepiti dopo la Seconda Guerra Mondiale proprio per prevenire la rinascita di ideologie come il nazismo. Lungi dal sostenere tali ideologie, i fondatori dell’UE, come Robert Schuman, Jean Monnet e Konrad Adenauer, erano risolutamente contro la Germania nazista, concependo l’Unione proprio come salvaguardia contro il suo ritorno.