Macchiare la nuova alba
La scorsa settimana si sono verificati diversi momenti cruciali nel panorama politico europeo. Il Consiglio europeo ha nominato la nuova leadership politica dell’UE per i prossimi cinque anni, mentre in Francia si è tenuto un acceso primo turno di elezioni parlamentari lampo. Nessuno di questi eventi è passato inosservato all’ecosistema di disinformazione pro-Cremlino. Sono immediatamente partiti in quarta per diffamare la nuova leadership politica dell’UE, spacciare disinformazione e rinnovare vecchie teorie complottiste.
L’uomo nero dell’UE (in versione femminile)
Il 27 giugno, il Consiglio europeo si è riunito al livello più alto degli Stati membri dell’UE per concordare le nomine per le massime cariche dell’Unione Europea. In attesa di un voto del Parlamento europeo che confermi le nomine, gli Stati membri hanno deciso che i posti di vertice andranno a Ursula von der Leyen per il suo secondo mandato come Presidente della Commissione europea, al Primo ministro estone Kaja Kallas come Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e all’ex Primo ministro del Portogallo António Costa come Presidente del Consiglio europeo.
I divulgatori di disinformazione del Cremlino hanno messo in atto diverse tattiche per minare le elezioni europee. Ora l’ecosistema di manipolazione dell’informazione pro-Cremlino sprizza bugie e disinformazione, mentre continua a cercare di erodere la democrazia europea.
In primo luogo, hanno accusato l’UE di distruggere intenzionalmente le relazioni con la Russia, sottolineando la “miopia” delle decisioni comunitarie. Queste narrazioni ignorano opportunamente la realtà dei fatti e cioè che la sicurezza dell’Europa è stata compromessa quando la Russia ha lanciato l’invasione su larga scala dell’Ucraina il 24 febbraio 2022. Il Cremlino ha invece cercato di dipingere l’UE come aggressore, sostenendo che fosse gestita da “russofobi”. Gli organi di informazione hanno anche affermato che la leadership dell’UE farebbe parte delle “élite globali”, non rappresenterebbe la volontà del popolo europeo e non avrebbe le qualifiche per governare.
Una questione personale
Anche prima della nomina della futura leader diplomatica dell’UE Kaja Kallas, voci di spicco pro-Cremlino hanno pubblicamente denunciato l’“estonizzazione” dell’UE, diffondendo l’idea maligna e manipolatoria secondo cui la sua nomina porterà alla Terza Guerra Mondiale. Il fulcro di questa narrazione è accusare il Primo ministro Kallas di “russofobia”.
Il Cremlino ha diffuso il tema della “russofobia” già da tempo. Di solito è riservato a chiunque osi criticare la Russia. Così, naturalmente, il Cremlino ha immediatamente giocato la carta della “russofobia” per attaccare Kallas, una feroce oppositrice della Russia.
La “russofobia” di Schrodinger
Come il gatto di Schrodinger, la disinformazione pro-Cremlino sembra essere bloccata in una superposizione quantistica, in cui possono concorrere diversi stati di esistenza. Gli attacchi che sostengono che la Kallas sia “russofoba” sono un esempio eloquente della tattica del Cremlino di inondare lo spazio dell’informazione con narrazioni contrastanti.
Mentre alcuni hanno insistito sulla storia della “russofobia” che si sta diffondendo nell’UE, altri canali pro-Cremlino hanno sostenuto che Kallas sia in realtà una risorsa russa e che le sue critiche alla Russia siano un semplice doppio gioco. Insomma, nel mondo di specchi contorti del Cremlino, Kallas può essere sia un’ostile “russofoba” che un’utile risorsa russa. Non lasciatevi ingannare, è solo un altro tentativo pro-Cremlino di diffamare la leadership politica dell’UE.
Un’altra elezione nel mirino del Cremlino
Sebbene la convocazione di elezioni parlamentari lampo in Francia possa essere stata un po’ una sorpresa, gli agenti della disinformazione pro-Cremlino si erano tenuti pronti proprio per un’occasione del genere. Il tono generale della copertura delle elezioni francesi da parte del Cremlino è stato di disgrazia e malcontento. Non per la Russia, ovviamente, ma per la Francia e per il futuro dell’UE.
Alcuni organi di informazione pro-Cremlino hanno diffuso la narrazione di disinformazione secondo cui i risultati relativamente scarsi del partito Ensemble del presidente Macron sarebbero dovuti al suo ardente sostegno all’Ucraina, perché i francesi non vorrebbero più sostenere quel Paese. Questa narrazione è stata spesso combinata con l’esacerbazione dei timori dell’opinione pubblica riguardo all’invio di truppe francesi in Ucraina. La menzogna secondo cui le truppe francesi o della NATO starebbero combattendo e morendo in Ucraina è stata completamente sfatata.
Il Cremlino e i suoi affiliati di disinformazione hanno anche cercato di dipingere il presidente Macron e il suo partito come guerrafondai, contrapponendo a ciò l’affermazione secondo cui i cittadini vogliono la pace attraverso la normalizzazione delle relazioni con la Russia.
Curiosamente, alcuni organi di informazione pro-Cremlino hanno anche affermato che, sciogliendo il parlamento francese, il presidente Macron avrebbe in qualche modo tradito l’Ucraina. Altri hanno cercato di esacerbare la percezione di una frattura politica in Francia e di diffondere la narrazione secondo cui i risultati delle elezioni segnerebbero l’inizio della fine del dominio delle “élite globaliste-atlantiche”.
È sempre l’Ucraina
Come sempre, i tentativi di manipolazione delle informazioni da parte del Cremlino avevano un chiaro sentore ucraino. In altre parole, tutti i mali del mondo deriverebbero dal sostegno all’Ucraina. Che questo sostegno sia presumibilmente all’origine delle divisioni politiche in Europa oppure della dilagante “russofobia”, il messaggio del Cremlino è chiaro: sostenere l’Ucraina sarà la rovina dell’Europa. Eppure, l’Europa è fermamente al fianco dell’Ucraina e non si lascerà ostacolare dalle menzogne e dalle manipolazioni del Cremlino. Non fatevi ingannare!

Sul radar di EUvsDisinfo, questa settimana:
- Da tempo il Cremlino cerca di proiettare le proprie ambizioni imperiali su altri, per cui l’ultima affermazione secondo cui l’UE avrebbe iniziato ad annettere l’Ucraina e la Moldavia non ci ha sorpresi. Si tratta di una deliberata distorsione del fatto che l’UE abbia accettato di avviare i colloqui di adesione con questi due Paesi. In realtà, l’adesione all’UE è volontaria e i candidati devono presentare domanda soddisfacendo una serie di condizioni note come i criteri di Copenaghen. In definitiva, questa narrazione di disinformazione pro-Cremlino cerca di relativizzare la gravità delle conquiste territoriali illecite della Russia con la forza in Ucraina e in altri territori.
- L’evocazione dello spettro delle armi biologiche è un’altra vecchia ma buona espressione dell’arsenale pro-Cremlino di teorie della paura e del complotto che il Cremlino ripete con regolare frequenza. Questa volta lo sguardo disinformativo del Cremlino si è rivolto all’Africa, sostenendo che gli Stati Uniti starebbero espandendo la ricerca sulle armi biologiche in quel Paese perché la Russia avrebbe ostacolato le loro malefatte in Ucraina. Non ci sono prove a sostegno di queste storie ridicole. In realtà, tali affermazioni sui laboratori biologici militari statunitensi fanno parte di una campagna di disinformazione che dura da anni e che è stata sfatata più volte
- A proposito di vedere misfatti americani immaginari dappertutto, i venditori di disinformazione del Cremlino sono anche fin troppo veloci nel diffondere la storia inventata secondo cui gli Stati Uniti potrebbero essere dietro un tentativo di golpe in Bolivia per impadronirsi delle risorse del litio. Porre la domanda apparentemente innocente “a che pro?” è una classica tattica di manipolazione delle informazioni pro-Cremlino per distrarre e predare le menti complottiste. Non ci sono prove che suggeriscano un coinvolgimento degli USA nel fallito golpe del 2024 in Bolivia. Né i giacimenti di litio né le relazioni estere della Bolivia sembrano aver giocato alcun ruolo. Il tentativo di colpo di stato è stato quasi certamente il risultato delle dinamiche politiche interne del paese.