Catapultato nell’abbraccio dell’Europa
Il 23 giugno 2022, il Consiglio europeo ha concesso lo status di paese candidato a Ucraina e Moldova, manifestando la sua disponibilità a fare lo stesso per la Georgia appena quest’ultima avrà gestito le priorità specificate nel parere della Commissione riguardo alla domanda di adesione.
Gli organi di disinformazione russi controllati dallo Stato e le loro rispettive casse di risonanza hanno approfittato di questo momento storico da tutti i punti di vista per tessere dichiarazioni ingannevoli sull’allargamento dell’UE. Sebbene la reazione iniziale dell’ecosistema della disinformazione pro-Cremlino si sia dimostrata alquanto timida, si è presto impegnato a riciclare alcune delle narrazioni consolidate della frangia pro-Cremlino utilizzate in passato per screditare il partenariato orientale. Non si è poi fatta attendere a lungo la cascata di affermazioni secondo cui l’UE avrebbe presumibilmente assoggettato i paesi vicini, adoperando l’Ucraina e la Moldova come strumenti politici e facendo false promesse al fine di imbrogliare i paesi candidati. Tra i resoconti di disinformazione più prominenti figuravano inoltre alcuni tentativi di delegittimare il processo di adesione dell’UE, definendo le decisioni del Consiglio distruttive e affrettate e confrontando tale decisione con il tempo impiegato dall’UE per concedere lo status di candidato ad altri paesi al fine di «fornire prove» per tali affermazioni.
Alcune delle dichiarazioni più estreme della disinformazione comprendevano inoltre insinuazioni false secondo cui lo status di paese candidato alla Moldova sarebbe stato conferito in cambio della partecipazione alle sanzioni dell’UE contro la Russia, o ancora, affermazioni prive di fondamento secondo cui la Romania avrebbe tentato di inglobare la Moldova nel proprio territorio tramite il processo di adesione all’UE.
La presa di mira dei partner dell’UE non rappresenta certo una novità per la schiera di propagandisti e manipolatori delle informazioni del Cremlino. Nel corso degli anni, EUvsDisinfo ne ha raccolti parecchi esempi. Anche il riciclaggio della disinformazione si conferma una tattica ben collaudata e diffusa: del resto, se si ripete una bugia diverse volte, le persone cominceranno a crederci. Finora, questo sembra essere l’approccio prediletto dagli organi di disinformazione pro-Cremlino allo scopo di ostacolare la rotta di Ucraina, Moldova e Georgia verso l’UE.
Senza dubbio il Cremlino si sta cimentando in un difficile gioco di equilibrismo, poiché da un lato deve mostrarsi forte e innervosito dalle ultime decisioni adottate dal Consiglio europeo, definendo i fatti in sviluppo una «questione interna dell’UE» che non costituisce alcuna minaccia per la Russia, mentre dall’altro la macchina di disinformazione che lo sostiene, sorretta dallo sfruttamento delle paure e delle insicurezze, deve continuare a denunciare l’«espansionismo dell’Occidente» e destare il senso di minaccia di un accerchiamento della Russia. Il costante autovittimismo è un ingrediente fondamentale per infervorare le persone dietro gli striscioni del Cremlino, come dimostrato dall’assist di Lavrov secondo le cui dichiarazioni l’«Unione europea e la NATO si stavano coalizzando contro Mosca», spingendosi fino a equiparare tali sforzi all’attacco nazista contro l’Unione sovietica durante la Seconda guerra mondiale.
L’impunità infinita di fronte ai crimini di guerra
Dipingere i propri avversari con generose pennellate di «sfumature naziste» è diventato uno degli elementi distintivi della disinformazione pro-Cremlino relativa all’ingiustificabile guerra di aggressione della Russia a danno dell’Ucraina. Tale tecnica pittorica si accompagna a una retorica sempre più aggressiva, che spesso sconfina nell’incitamento all’odio, con l’obiettivo di disumanizzare e diffamare le vittime innocenti dell’aggressione russa. La spirale di morte e menzogne del Cremlino continua a volteggiare con un’impunità pressoché totale per giustificare l’ingiustificabile.

Il 27 giugno, il mondo è venuto a conoscenza di una nuova atrocità commessa dalle forze russe alla guida dell’invasione dell’Ucraina: un attacco missilistico contro un centro commerciale a Kremenčuk ha ucciso almeno 18 persone, a cui se ne aggiungono altre dozzine disperse tra le macerie dell’edificio distrutto. La macchina della disinformazione pro-Cremlino ha rapidamente messo in campo la stessa tattica vista e rivista più volte, dal bombardamento del reparto maternità di un ospedale a Mariupol all’insabbiamento dei crimini di guerra russi compiuti a Bucha. Innanzitutto, è stata giocata la carta del silenzio e del diniego per rinnegare il verificarsi stesso dell’attacco, quindi si sono alzati i lamenti di una presunta provocazione ucraina, facendo riaffiorare alla mente le dichiarazioni targate pro-Cremlino riguardo a Bucha, poi smentite. Quando sono state raccolte maggiori prove e la colpevolezza non poteva più essere negata, era giunto il momento di incolpare le vittime con una sfilza di affermazioni false secondo cui la Russia avrebbe colpito un deposito segreto di munizioni e armi occidentali. E, per finire con una buona dose di distrazione, gli organi di disinformazione russi controllati dallo Stato hanno dispiegato la loro tattica preferita del «benaltrismo», sfornando dichiarazioni false secondo cui la NATO sarebbe in procinto di creare basi nel Lugansk.
Nessuna delle dichiarazioni del Cremlino ha radici nella realtà o risulta sostenuta dai fatti; tuttavia, la sofferenza umana che infligge e la violenza che scatena contro i civili sono purtroppo molto reali. Le bugie, la manipolazione e la disinformazione spianano la strada a questo genere di atrocità, che è necessario esporre e denunciare senza mezzi termini. EUvsDisinfo ha già raccolto 14 000 esempi delle incessanti campagne di disinformazione russe e continuerà ad aggiornare la sua banca dati per il tutto il tempo in cui imperverserà questa piaga.
Altri esempi captati dal radar di EUvsDisinfo questa settimana:
- affermazioni infondate secondo cui le sanzioni contro la Russia avrebbero provocato una crisi alimentare globale sono diffuse a gettito continuo e in modo capillare nell’intero ecosistema della disinformazione pro-Cremlino, anche tramite «diplomatici di alto livello della Russia; tuttavia, la responsabilità non ricade sulle sanzioni dell’UE, poiché la crisi della sicurezza alimentare globale è stata acuita dall’ingiustificabile guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina;
- gli organi di informazione pro-Cremlino insistono nello sferrare false accuse contro la Lituania per la limitazione del transito delle merci verso Kaliningrad. Eppure, anche in questo caso, la Lituania non sta affatto intaccando la sovranità della Russia e, per di più, non è in vigore alcun «blocco» verso Kaliningrad. La Lituania sta semplicemente attuando le sanzioni dell’UE;
- come previsto, il vertice NATO di Madrid è diventato un bersaglio degli organi di disinformazione pro-Cremlino, che ripropongono la solita canzone volta a denunciare l’«accerchiamento della Russia e l’«espansionismo dell’Occidente». In effetti, la politica della porta aperta della NATO non costituisce alcuna minaccia per la Russia e no, l’alleanza non sta tentando di accerchiare la Russia;
- per chi si intende di disinformazione condita di teorie complottistiche, l’ecosistema della disinformazione pro-Cremlino ha amplificato la narrazione relativa a presunte negoziazioni segrete tra la Germania e la Russia volte alla ripartizione dell’Ucraina. No, non sono in corso negoziazioni segrete e non si prevede una rottura nei rapporti tra Germania e Ucraina.